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Editoriali

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Da lustri  ci si interroga riguardo al potere dei media nell’ambito della società, cercando di comprendere quale risvolto abbia sulla psicologia individuale e collettiva.

Certamente non è un mistero che i mezzi di comunicazione di massa siano stati progettati per poter raggiungere un pubblico il più possibile vasto e per ottenere su di esso un’influenza le cui finalità sono svariate e molteplici. Molti studi – negli ultimi decenni – hanno cercato di misurare gli effetti dei messaggi mediatici sui destinatari, sia per comprendere le modalità più efficaci per influire sulle persone, sia per analizzare, da un punto di vista psico-sociologico, quanto essi ormai esercitino un controllo sulle nostre menti, quindi sulla nostra esistenza.

Già Orwell, nel lontano 1948, nel famoso romanzo “1984” (quello in cui si parla del famigerato “Grande Fratello”, che tutto controlla e decide), ormai un classico della letteratura moderna, pur attraverso la descrizione di una radicalizzazione estrema di un certo tipo di società, si pose – con estrema lungimiranza e perspicacia - il problema di come il controllo dei mezzi di informazione sarebbe divenuto centrale nella realtà moderna.

Nel romanzo il controllo è in primis fisico, effettuato attraverso teleschermi-telecamera piazzati ovunque per controllare ogni movimento, ma anche e soprattutto mentale. I mezzi di informazione vengono sfruttati per una propaganda incessante e a senso unico. Si dimostra come non esista, nella società descritta e raccontata,  una verità oggettiva.   Esiste solo ciò che si crede sia vero, in ossequio ai dettami della dottrina totalitaria di cui si narra. E’ l’essenza del bipensiero, ossia la capacità di ingannare la propria mente: prendere atto di una realtà effettiva e al tempo stesso negarne l’esistenza.

Non è questo il contesto in cui poter sviscerare il problema in modo puntuale. La premessa ci interessa per affrontare la tematica di un interessante progetto ideato qualche anno fa da Gianluca Bonomo, artista e film-maker, che da tempo vive stabilmente a Londra. La sua esperienza eclettica include la produzione di arte visiva, fumetti, film e video, presentati a festival e mostre in tutto il mondo.

“CCTVYLLE” scaturisce da un sogno dell’artista, che  racconta: “Nel sogno vedevo un albero e su di esso dozzine di strane creature. La visione era affascinante, spaventosa e sorprendente allo stesso tempo. All’improvviso compresi che quello che vedevo era un futuro possibile.” I primi schizzi riproducono infatti alcuni ibridi raffiguranti delle strane creature con il corpo di un uccello e la testa costituita da avanzatissimi modelli di telecamere a circuito chiuso. Del resto le nostre città, Londra più che mai, sono costellate da questi dispositivi di sorveglianza.

Da qui l’ipotesi di un viaggio immaginario che esplori un futuro in cui si attui un totale controllo sugli individui da parte dei media, cercando di immaginarne con fantasia e creatività – come compete all’arte – le possibili conseguenze, per dimostrare come qualsiasi invenzione umana, scientifica o tecnologica, possa talvolta non solo modificare in modo radicale il contesto in cui viviamo, ma arrivi anche ad avere conseguenze imprevedibili e non preventivabili.

Il focus è puntato sul racconto di una città trasformata in una prigione a cielo aperto, dove i cittadini sono tutti costantemente seguiti e identificati da un’organizzazione governativa che comanda un avanzatissimo e complesso network di sistemi di sorveglianza iper-tecnologici.

L’idea di CCTVYLLE  nasce nel 2010 e si sviluppa come un progetto capace di integrare molteplici discipline, facendo incontrare e sposare tecnologia, multimedialità ed arti visive, creando un team di persone con differenti competenze  al fine di proporre una vera e propria ricerca multidisciplinare, da cui sono scaturiti disegni originali, fumetti, animazione, video, installazioni e sperimentazione sonore.

I lavori sono stati progettati e realizzati nell’arco di due anni. Gianluca Bonomo (come accennato, ideatore e coordinatore di tutto il progetto), Chanon Treenet e Stefania Cordone si sono occupati dei disegni, realizzati a matita e penna.

L’aspetto narrativo di CCTVYLLE e’ stato, invece, affidato al fumetto con i testi e la “regia” di Diego Blanda, mentre il lavoro grafico è stato realizzato da Salvatore Porcaro, Deborah Allo e Gianluca Bonomo. Le animazioni 2D e 3D sono invece frutto della collaborazione con Natale Cracchiolo, Chanon Treenet,  con le musiche di Alex Smoke, diretti da Bonomo medesimo.

I lavori scultorei sono dell’artista Naoko Tagai e le inedite produzioni fotografiche sono scaturite dalla collaborazione tra Gianluca Bonomo, Francesca Cicala e Michele Puccia.

Un esperimento “artistico” che ha riscosso un notevole interesse, in particolare in Inghilterra e negli Stati Uniti, nonché numerosi riconoscimenti, i quali  hanno sottolineato non solo l’originalità dei contenuti proposti e delle tematiche affrontate, di una sconcertante ed innegabile attualità, ma  - soprattutto -  la straordinaria cura di ogni dettaglio nella realizzazione del lavoro nella sua globalità. 

Il progetto è stato più volte presentato in alcune mostre. La prima si è svolta nel luglio 2014 presso la Limewharf Gallery Space a Londra.

A breve ritornerà in Italia, precisamente a Palermo, dal 21 maggio al 21 giugno, presso la Galleria BOBEZ ARTE.

Saranno esposti numerosi disegni su carta, parte delle tavole dei fumetti, nonché alcune animazioni che mostrano al pubblico come le storie e le immagini vengono  tradotte in filmato. Il resto è una sorpresa, di cui avremo notizia solo a mostra inaugurata.

Senza dubbio lo spettatore non potrà che rimanere colpito dall’interesse per il tema affrontato,  ma credo che quanto sorprenderà di questa mostra sia la qualità artistica dei lavori presentati.

Quanto personalmente mi ha colpito sono le tavole dei disegni. Solo una mano felice, capace di riprodurre il reale in ogni dettaglio, con un tratteggio lieve ma puntuale, può dar vita a bozzetti così affascinanti nel loro essere frutto della capacità di accostare differenti elementi di quanto ci circonda per dar vita ad un mondo fantastico, il quale però risulta così potenzialmente familiare e realistico.

Da tempo, del resto, si ha consapevolezza che chi disegna fumetti non possa prescindere da una predisposizione e da un talento naturali, supportati però da un imperativo approfondimento delle tecniche di quello che è, a tutti gli effetti, un linguaggio artistico con un preciso statuto semiologico, tanto da aver  ispirato uno dei più noti movimenti artistici del secondo novecento, la Pop Art, dalla quale la nostra società è lungi dall’emanciparsi. Dagli anni Sessanta in poi si è più che mai compreso, infatti, che esso rappresenta un mezzo di comunicazione globale, il quale contribuisce con incisività a dar vita a modelli e stili di vita, influenzando il modo di pensare e la fantasia dei lettori grazie ad uno stile narrativo appassionante e avvincente. A maggior ragione questo accade, se ad esso si accosta il prevasivo potere dei media 2.0.

Oggi l’arte, che da sempre deve raccontare la propria epoca, non può non considerare i molteplici linguaggi espressivi da cui il nostro mondo è pervaso.

 

CRISTINA PALMIERI

 

 

Per ulteriori informazioni visitate la pagina fb di CCTVYLLE                                          


https://www.facebook.com/CCTVYLLE?fref=ts



VERNISSAGE 21 maggio 2015 alle ore 19,00.
BOBEZ ARTE
Via Isidoro La Lumia 22, Palermo

Mostra visitabile dal 21 maggio fino al 21 Giugno
dal lunedì al sabato, dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle ore 16.30 alle 19.30

 

 

 

 


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Anonymous    2015-06-04 12:32:23

interessante